Ristorante Torre del Saracino

LA TORRE DEL SARACINO

Chef: Gennaro Esposito

Via: Torretta Marina D’aequa, 9 – Vico Equense (NA)

Tel: 081 8028555

Riconoscimenti: 2 stella Michelin – 3 forchette Gambero Rosso

Spesa media escluso vini: €  150,00

 

MICHELIN

Appoggiato ad un’antica torre di avvistamento militare dalla quale si scorge – sullo sfondo – la costa che tratteggia il golfo di Napoli, il locale è moderno ed essenziale, mentre la cucina un omaggio al sud con i suoi sapori, pieni, distinti, rotondi. Squisitamente creativa.

I migliori prodotti esaltati dalla competenza e dall’ispirazione di uno chef di talento che « firma » con la sua squadra piatti eterei ed evocatori, talvolta molto originali.

 

LE SOSTE

Alchimie di sapori, entusiasmo e profumi inebrianti. Queste sono le cifre che connotano lo stile gastronomico de La Torre del Saracino, nella splendida cornice della costiera Sorrentina, che si annovera tra le perle gourmet dell’alta cucina italiana. Il blu intenso del golfo di Napoli è una presenza ricca di suggestioni e richiami da riscoprire nelle creazioni poetiche dello chef Gennaro Esposito, che celebra a tutto tondo le tipicità campane. Pesce freschissimo, ortaggi provenienti dall’orto di famiglia, carni locali e formaggi del Cilento sono gli ingredienti da cui prende vita la grande fantasia creativa protagonista dei suoi piatti. Ricette della tradizione che raccontano le origini dello chef attraverso nuovi colori e tocchi contemporanei e cosmopoliti, grazie alle sue esperienze internazionali che rivivono nelle sue proposte con uno straordinario equilibrio all’insegna della genuinità.

 

GUIDA IDENTITA’ GOLOSE

La Torre del Saracino è uno dei templi della cucina italiana contemporanea. Un ristorante ricavato attorno a una quasi millenaria torre di avvistamento, con i tavoli che in estate adocchiano il mare e il Vesuvio dall’altro lato del Golfo. Già varcare il cancello e accomodarsi fa parte dell’esperienza, vorremmo soffermarci sul grande servizio di sala di questo ristorante dove il calore dei ragazzi, la professionalità e il rodaggio complessivo garantiscono a tutti i clienti un trattamento sartoriale, dalla scelta del menu a quella dei vini, con ottima capacità di giocare sulle annate sia nel territorio che fuori.

Poi c’è la cucina della quale tutti hanno parlato e scritto, il motore pulsante di questo luogo, la capacità di chef Esposito di portare la mediterraneità e la sua sensibilità in ogni preparazione. Uno dei piatti che impressiona di più è infatti il risotto, preparazione che tradizionalmente associamo al nord ma che qui trova una delle migliori espressioni al mondo anche quando ci si trova il limone, la ricciola cruda o il pomodoro.

La qualità del pescato è fra le più alte che si possano trovare in Italia, trovando sempre una lunga persistenza marina in ogni boccone dando la possibilità di inserire anche verdure e formaggi di grande potenza proprio per l’intensità della materia prima ittica. La pasticceria riesce a spaziare fra i grandi classici come il babà alle interpretazioni moderne di classici come il tiramisu ma anche a lavorare sulla frutta e le espressioni complesse e sfumate di acidità sapidità e dolcezza contemporaneamente.

 

PASSIONE GOURMET

(in breve)

PREGI: Tra le migliori cucine di mare della Campania.

DIFETTI: I prezzi in lenta ma costante ascesa.

 

ALCHIMIA DEL GUSTO

Partire da Milano con destinazione di Vico Equense Ristorante Torre del Saracino   e quindi alla corte di Gennaro Esposito è sempre un’esperienza meravigliosamente incredibile e che rifarei già domani e domani e domani ancora e se non ci sono aerei ci vado in bicicletta piuttosto…

La classe di Gennaro Esposito è fin troppo nota, ma ciò che mi ha colpito più di tutte le altre cose è stata la grande umiltà e simpatia con cui Gennaro e tutti i suoi collaboratori mi hanno accolto nella loro location “in riva al mare” ed assecondato in tutto, facendomi sentire come a casa deliziandomi, in un crescendo d’emozioni, con le sue preparazioni …indimenticabili…come ad esempio; le melanzane alla scapece, palamita ed ostrica con profumo di limone e vaniglia; la Minestra di Zucchine con Gamberi Rossi ed Uova Affogate; l’Ostrica alla Pizzaiola il Risotto con Cipolla Ramata di Montoro…Un susseguirsi di emozioni meravigliose e se poi ci mettiamo anche il mare, il sole…bè che chiedere di più!!

 

VIAGGIATORE GOURMET

Il nome dello chef Gennaro Esposito è legato a doppio filo con la sua città natale, Vico Equense: lì ha trascorso la sua infanzia, tra i profumi della cucina di mamma, lì è cresciuto, facendo pratica nelle trattorie locali fino a che il suocero decise di acquistare una vecchia torre di avvistamento e di farne un ristorante di cui Gennaro guiderà la cucina. L’incontro al Vinitaly con Gianfranco Vissani segnerà per lui la svolta decisiva e sarà l’inizio di uno stimolante periodo di formazione e ricerca presso rinomati chef internazionali, del calibro di Alain Ducasse e Franck Cerutti. Tornato nella sua Vico, Gennaro decide di trasformare l’antica torre in uno dei poli della ristorazione gourmet della Regione, elegante e lussuosa, attenta al design moderno pur conservando la struttura originaria. Anche quest’anno il pranzo degli Amici Gourmet alla Torre del Saracino si è confermato un evento memorabile per la calorosa accoglienza della patron Vittoria Aiello e per i piatti a noi serviti dallo chef, che sono stati anticipati da una degustazione dell’olio extravergine monorigine coratina denocciolato Frantoio Muraglia, servito in abbinamento anche a un’eccellente mozzarella di bufala “km 0”, parte della selezione esclusiva di prodotti campani scelti personalmente dallo chef.

 

CUCCHIAIO D’ARGENTO

“..Scegli Salvatore, che è il nome della più completa delle Degustazioni, ed hai subito i pani, nero, bianco e con la pancetta, e il burro vaccino. I grissini e i taralli. La vetrata riflette i movimenti misurati e precisi dei camerieri, esatti nel servizio dei piatti come in quello dei vini, disponibili in bottiglie importanti anche a bicchiere sotto azoto, dice. Ma la panzanella con palamita e pancetta croccante amico mio è già un piccolo compendio della prossima piece: personaggi ben delineati, caratteri ben definiti, sceneggiatura acchiappante. Appena un assaggio: minimo ma ubriacante.

Viene il superbo centrifugato di asparagi selvatici, borraggine, ostrica e ricci di mare: un concentrato di vegetabilità e salinità in equilibrio alchemico, esplosivo quanto il contatto del verde e dell’acqua salmastra. Appena tiepido. Viene la canzone popolare, con la patata schiacciata e calamari, pesto di olive verdi e colatura di alici: l’antica salsa cetarese che esalta la dolcezza della patata con l’eterea consistenza del calamaro. Una goccia di aceto bianco di vino, ficcante. E viene, senza nemmeno farsi attendere troppo, il capolavoro: un piatto così semplice come i fusilli con ragù di cernia con salsa di limone agrodolce, che pensi di poter fare anche tu con la mano sinistra. Ma dopo il primo assaggio il piatto cresce: la cottura che pareva frettolosa diventa esatta, il connubio tra pesce e limone che pareva banale diventa perfetto: vasto d’aromi e preciso di sapore quasi una costruzione in microvariazioni, direbbe Leibniz, infinitesimali.

E il secondo capolavoro è addirittura fuori programma: la zuppa di crostacei e pesci di scoglio con pasta di Gragnano in dieci formati. Rustica, ma densa di una intensità travolgente. Amalgamata al millimetro, quasi sferica.
La pietanza di mare è l’esecuzione meno seducente della serata: pur grande la materia, pur viva la verdura, la spigola con fave fresche e secche, olio alle alici e pomodori confit si porta appresso una cottura decisa e un panorama più pallido di quello al quale ormai sei abituato. Manca l’agnello, reso al rosa in modo semplice, e semplicemente perfetto: nudo, senza salse, fitto di se stesso, che avanza.

Prima del dessert ancora un urlo: il piccolo dolce ristoro, una brunoise di mela con ricotta e croccante al caffè. Celebratissime le preparazioni di pasticceria della Torre: deliziose le golosità, è invece solamente “buona” la caprese con gelato allo yoghurt e salsa di mandarino, viva ma di una grana un po’ grossa. Ultimo sacrificio, dice il sommelier, e giunge una selezione di epici ciocciolati dall’Italia e dal mondo, che varrebbe un assalto alla Torre..”

 

 

VALUTAZIONE DEGLI UTENTI DI TRIPADVISOR (Italia)

Eccellente: 657

Molto buono: 94

Nella media: 36

Scarso: 25

Pessimo: 18

(830 Recensioni)

 

 

 

 

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